Dentro Fuori

È strano come il fatto di guardare un cartone animato ti faccia fare un tuffo nel passato.
Che poi, pensandoci bene, non ero io quella che odiava guardare i cartoni animati prima di andare a scuola, magari con una bella tazza di latte e biscotti davanti?!
Ho odiato i cartoni animati per cinque anni, i miei primi anni; poi, d’un tratto, iniziai ad amarli perché a guardarli non ero da sola, c’era il mio piccolo fratellino con me.
Amavo stare nel lettone di mamma e papà a guardare la tv appena svegli, ci abbracciavamo ed io ridevo ad ogni sua risata, eravamo in sintonia. Più che un fratello è stato il mio primo figlio. Ho dovuto sostituire mia madre in tutto, cercando di non fargli mancare mai niente e di dargli tutte le attenzioni che nostra madre avrebbe dato a lui se non vi fosse stata la necessità di alzarsi dal letto nelle prime ore del mattino per andare a lavorare. Imparai persino a cambiare il pannetto e farlo addormentare, che brava che ero!
Ogni volta che stava per aprire bocca capivo già cosa avesse da dirmi, anche se lui di richieste non ne faceva molte; voleva solo guardare, ogni volta che lo mandavano in onda, “Bob aggiusta tutto” perché secondo lui doveva aggiustare anche la sua macchina che gli avevano regalato i nonni per Natale.
Questo piccolo particolare mi tornò in mente proprio una sera d’autunno, mentre ero al cinema e la sala era piena di bambini che pensavano già al prossimo cartone da guardare; commenti, risate innocenti e urla crearono un mix di emozioni che mi ha permesso di perdere almeno dieci anni.
Accanto a me c’era una bambina con il suo papà che si divertivano durante la proiezione..mi facevano tenerezza perché era uno dei pochi papà presenti in sala (neanche il mio sarebbe venuto con me se io, in un’altra epoca, avessi chiesto di andare al cinema a vedere un cartone animato) e chi altro, al suo posto, avrebbe fatto un bel tuffo nel passato?
Per i primi minuti di attesa, durante le pubblicità, mi guardavo intorno e vedevo solo bambini che mi guardavano straniti, come se bisognasse rispettare un limite d’età per vedere un cartone animato.
Inizia il film-cartone. I bambini iniziano le loro manifestazioni di stupore, e fin qui sono d’accordo con loro.
Quando si ha una certa maturità non tutto sembra così come è, molte volte si va fondo alle cose anche se un fondo non c’è. Io ricordo, ad esempio che, mentre tutti i bambini ridevano, io quasi mi emozionavo per alcune scene; il motivo era semplicemente che stavo rivivendo qualcosa di già accaduto nella mia infanzia, invece i bambini non erano ancora nella fase dei ricordi.
Alla fine del film-cartone alcuni risposte alla domanda” Ti è piaciuto?” sono state”Si mi ha fatto anche ridere” e “Si ma sono dispiaciuto per la fine dell’elefantino” ma, probabilmente, l’unica ad essersi sentita onorata di avere due genitori che la comprendono e con i quali ci si può avere un dialogo, ero proprio io!

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