Chi è Babbo Natale ?

Difficile non pensare al Natale in giorni come questi, quando ogni negozio ha esposto in vetrina almeno un albero, addobbato con luci, fiocchi e palline colorate.
Difficile non pensarci quando tutti i balconi della città sono diventati, improvvisamente colorati.
Difficile non pensarci quando, in ogni città, ci sono i mercatini di Natale, con luci e pietanze di ogni genere.
Difficile non pensarci quando all’università c’è la pausa per le “vacanze” natalizie.
Ogni anno che passa, però, l’aria natalizia si sente sempre meno, i negozi sono pieni solo di persone che osservano, chiedono il prezzo e non comprano niente, se non qualche regalo forzato.
Non si vedono più scene da film, signore con le mani piene di regali per ogni conoscente; non si vedono più bambini nei negozi di giocattoli che chiedono a Babbo Natale una macchinina o una Barbie, oggi i bambini scelgono un tablet o uno smartphone come regalo di Natale.

Avevo sei anni e la mia amica Erika veniva ogni pomeriggio a giocare a casa mia con le mie Barbie; mettevamo sedute sul tappeto della mia cameretta e facevamo sfilare le nostre bambole.
In quegli anni le pubblicità natalizie erano quasi un incubo per i genitori, perché ogni bambino voleva tutto ciò che appariva sullo schermo, prodotti costosi e spesso inutili.
Io di rado guardavo la tivù, solo alle sette di sera quando, su Telenorba, trasmettevano la Family Strong e seduta sul divano tra mamma e papà iniziavo a ridere ad ogni battuta. Un giorno, però, sentii qualcosa che poteva interessarmi..”il camper di Barbie, con la cucina e il bagno a bordo, per le vostre lunghe passeggiate” forse ero convinta di poter guidare io quel camper o forse mi piaceva l’idea, non lo so, in ogni caso chiesi a Babbo Natale di farmelo trovare sotto l’albero.
L’idea mi entusiasmava parecchio tant’è vero che l’indomani dissi ad Erika che avevo scritto la letterina a Babbo Natale chiedendogli il camper di Barbie e la invitai a scrivere la stessa letterina, così lei poteva venire da casa sua a casa mia (ci separano giusto cinque case) con il camper!
Io dissi a mia madre quello che avevo scritto nella letterina e cosi fece anche Erika; qualche giorno dopo mia madre, mentre eravamo seduti a pranzare, mi disse che Babbo Natale era andato in tutti i negozi di giocattoli ma il camper non l’aveva trovato, e la stessa cosa disse la madre di Erika. Quando ci confrontammo io, lì per lì, feci un sospirò di sollievo perché, perlomeno, non ero stata presa in giro. Fui costretta a cambiare, a malincuore, regalo ma non lo feci prima di essermi confrontata con Erika perché dovevamo giocare sempre insieme; decidemmo di farci regalare un ferro da stiro e Babbo Natale aveva detto che le sue renne avrebbero provveduto immediatamente.

Il Natale era ormai alle porte, mancava solo qualche giorno, quando dalla finestra della mia stanza sentii il rumore di due campanelle e mi affacciai. Vidi Babbo Natale, con una lunga barba bianca, il sacco con i regali, e un vestito rosso con gli stivali neri. Non so come ma gli dissi che gli avevo mandato due letterine e chiesi perché non poteva portarmi il camper di Barbie e lui, inizialmente, accennò un saluto con la mano, poi mi disse ” io ho ricevuto solo una letterina e il tuo desiderio era quello di ricevere un ferro da stiro”. Rimasi basita e rientrai.

Finalmente era arrivata la notte di Natale. In questa notte babbo Natale distribuisce i regali, ma per farlo tutti i bambini devono essere già a letto (narra la leggenda). Tutti bravi bambini obbediscono ai genitori quando gli chiedono di andare a dormire, io no.
Quella notte io feci finta di dormire, invece sentivo alcuni rumori provenire dalla finestra, mi misi le pantofole e iniziai a camminare piano piano, fino a raggiungere la fonte del rumore: vidi mia madre che incartava il camper di Barbie e le dissi che poteva farne a meno perché quella carta l’avrei buttata.
Mia madre cercava di negare l’evidenza, pregandomi più volte di entrare in casa e di andare a dormire ma alla fine si arrese: “Babbo Natale siamo io e papà, ritieniti fortunata che tu, di babbi, ne hai due……ah, non dirlo a tuo fratello, è ancora il suo secondo Natale!” mi disse!

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