Crescere

Mi sono sempre chiesta quale fosse il vero significato del verbo “crescere”, se ve ne fosse uno più concreto rispetto alla definizione dataci da un semplice vocabolario ed è proprio da qui che vorrei partire. “Diventare più grande, per naturale e progressivo sviluppo, detto dell’uomo, degli animali, delle piante”, è questa la prima definizione che ci viene fornita dal vocabolario Treccani ma cosa vuol dire “per naturale e progressivo sviluppo”?
Quando ero bambina mi sentivo già grande, senza peccare di presunzione, ma non nel modo in cui si sente chiunque; molto spesso ci troviamo difronte ad un bambino che alla domanda “ Cosa vuoi fare da grande?” ci risponde “Io sono già grande” e magari non ha neanche la minima idea di come si affronta il mondo da adulti. Io, grande, mi ci sentivo realmente e non perchè avevo imparato a leggere e a scrivere, non perchè avevo imparato ad andare in bici senza rotelle e neanche perché sapevo nuotare già all’età di tre anni. Io mi sentivo grande perchè avevo addosso le stesse responsabilità e le stesse preoccupazioni di mia madre, tranne quella di arrivare a fine mese.
​Mi sentivo grande quando vedevo mia madre che tornava a casa dopo otto ore fuori, a raccogliere i carciofi al freddo, e mi chiedeva di spolverare almeno la mia stanzetta;
mi sono sentita grande quando ho accompagnato mio fratello all’asilo, aspettavo che suonasse la campanella e mi dirigevo verso la mia scuola;
mi sono sentita grande quando, a cinque anni, mia madre mi chiese di andare al negozio di alimentari per comprarle il lievito per farmi la focaccia, era il suo regalo per aver preso un bel voto a scuola;
mi sono sentita grande quando mi hanno consegnato le chiavi di casa, avevo sei anni.
Purtroppo, è triste dirlo, ma c’è gente che grande non lo è mai stato e non lo è neanche a venti anni, per quella gente i diciotto anni equivalgono a tutti gli anni precedenti.
“Ora hai più responsabilità”, dicono a tutti coloro che festeggiano i diciotto anni, ma le mie sono rimaste le stesse.
Ad alcune persone, invece, si dovrebbe dire “La vita inizia ora” perché è davvero in quell’anno preciso che la vita ha inizio per chi non ha mai avuto responsabilità.
Molta gente attualmente si iscrive all’università e decide persino di vivere fuori dalla sua città, quando fino a qualche mese prima non aveva mai preso un pullman, neanche per andare a mare.
Vedo molta gente che decide di vivere con persone sconosciute, condivide alcune stanze come il bagno e la cucina, ma vanno in bagno e non scaricano neanche!
Vedo gente che fa colazione e lava le tazze a mezzanotte (mentre gli altri dormono perché il giorno dopo c’è lezione);
vedo gente che esce di casa e lascia tutte le luci accese;
vedo gente che non butta la spazzatura se non la butti tu;
vedo gente che accende i termosifoni con 40° all’ombra;
vedo gente che ha iniziato a pulire la propria stanza solo dopo essersi iscritto all’università;
vedo gente che ha bisogno ancora della propria mamma per lavarsi un paio di slip;
vedo gente che non, nonostante l’età, non è ancora cresciuta.

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